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Pianta, sezione trasversale e longitudinale dell’oratorio.

S. Carlo Borromeo, S. Martino, S. Vittore e
S. Galdino negli affreschi alle estremità delle due pareti laterali. |
L’ORATORIO DEI SANTI ROCCO
E SEBASTIANO IN SEREGNO.
L’edificazione dell’oratorio dei santi Rocco e Sebastiano risale al 1577. La sua storia però ha inizio un anno prima, nel 1576, quando una nuova epidemia di peste aveva infatti raggiunto anche il borgo di Seregno. Il Cardinale Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano dal 1565 al 1584, propose ai fedeli di affidarsi alla protezione di S. Sebastiano affinchè la peste li risparmiasse. I seregnesi fecero quindi voto di celebrare ogni anno la sua festa e di edificare un oratorio dedicato a lui e a S.Rocco, protettori indiscussi della peste.
Terminata la pestilenza, nel 1577, la comunità di Seregno, riconoscente, voleva tener fede alla sua promessa: i lavori per la costruzione della chiesina dei SS. Rocco e Sebastiano ebbero inizio e, da li a poco, la confraternita dei Disciplini vi si sarebbe insediata.
L’aspetto iniziale di tale edificio era totalmente diverso rispetto ai giorni nostri. Innanzi tutto era situato all’esterno delle mura di cinta del borgo, non aveva un ingresso ma solo una cancellata in legno che chiudeva la facciata; nella parte destra della conca absidale, un esile pilastro ligneo sosteneva la copertura; il pavimento, presso che inesistente, era “al quanto elevato rispetto al livello stradale”; solo l’abside e la zona sovrastante l’altare erano riparate da un tetto e da un soffitto affrescato, l’atrio dinnanzi al presbiterio invece, risultava esposto alle intemperie. Fu nel 1582 che si conclusero i lavori di sistemazione dell’intera chiesina e, solo nel 1601, l’esile sostegno in legno venne sostituito con l’edificazione di un campaniletto. Esso si ergeva come l’attuale, alla destra della conca absidale e, attualmente, riporta, sul lato esposto verso via Cavour, una pietra con inciso l’anno “1601”. Per quanto riguarda le finestre, oltre alla serliana che si apre sulla facciata, dovevano portare luce alla chiesina anche due lunette laterali le quali vennero poi murate.
I primi affreschi eseguiti all’interno della chiesina sono quelli della conca absidale. Sono ad opera del pittore Gabrio Bossi e risalgono all’immediato periodo dopo l’edificazione.
Sull’ intradosso dell’arco d’ingresso al presbiterio, sono raffigurati San Paolo e San Pietro, rispettivamente l’uno a sinistra e l’altro a destra. Entrambi affrescati utilizzando l’iconografia classica: San Pietro porta in mano le chiavi del paradiso mentre san Paolo tiene nella mano destra una spada.
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Nelle quattro lunette sovrastanti l’altare, vi sono i quattro evangelisti, colti nel momento della scrittura dei sacri Vangeli e affiancati dai simboli che li contraddistinguono: il leone, il toro, l’angelo e l’aquila.
La parete di fondo dell’abside ospita invece l’altare marmoreo, all’interno del quale si trova la statua lignea dell’Ecce Homo. Sopra di questo è l’Annunciazione: le figure della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele si stagliano sopra due panni verdi che si aprono verso destra e verso sinistra, come fossero un sipario.
Sulle quattro lunette absidali, si trovano raffigurati San Gerolamo, Sant’ Ambrogio, San Gregorio e Sant’ Agostino.
Sono di epoca successiva gli affreschi dell’aula dell’oratorio e probabilmente risalenti al 1615 circa.
Entrando nella chiesina troviamo dinnanzi a noi l’arco d’ ingresso al presbiterio. Questo è sovrastato da una grande
lunetta all’interno della quale possiamo osservare, dipinta in maniera solenne, l’Assunzione.
Sulla parete di destra è l’adorazione dei Magi mentre su quella di sinistra vi è raffigurata la strage degli innocenti. Entrambi gli affreschi sono inquadrati da lesene scanalate e ombreggiate. Alle estremità delle pareti laterali si trovano nicchie semicircolari in cui si stagliano, con estrema fierezza e autorità, quattro santi legati profondamente alla storia dell’oratorio: S. Carlo Borromeo, S. Martino, S. Vittore e S. Galdino. Tali figure sembrano fuoriuscire dalla parete per avvicinarsi ai fedeli ed esortarli alla continua preghiera.
Sopra le pareti laterali si trovano due lunette raffiguranti momenti della vita di S. Carlo: sulla sinistra è S. Carlo che istituisce la confraternita dei Disciplini, sulla destra S. Carlo in visita al lazzaretto di Seregno.
Nelle due semi-lunette poste sulla parete anteposta all’altare sono raffigurati due profeti con vesti dai colori sgargianti i quali inquadrano la serliana che da verso l’esterno.
La storia dell’oratorio dei santi Rocco e Sebastiano si conclude con gli ultimi restauri del 1997 voluti da mons. Silvano Motta e affidati all’Architetto Pierfranco Bagarotti.
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Gabrio Bossi, particolari delle lunette absidali:
S. Gerolamo, S. Ambrogio S. Gregorio e S. Agostino.

Gabrio Bossi: i quattro evangelisti affrescati sulla volta dell’abside. |
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